Provincia, 19-05-2008

Stabilità e dialogo di Maurizio Cevenini
Il quarto governo Berlusconi ha ricevuto la fiducia della sua ampia maggioranza, dopo consultazioni e formazione del governo da record; persino il PD è riuscito a varare in tempi stretti il suo governo ombra formula tutta da verificare in quanto ad efficacia ma si inquadra in un nuovo sistema di relazioni. La vera novità di questi primi giorni è il profilo basso che sta tenendo il grande comunicatore a partire dalle valutazioni del dopo voto, all’apprezzabile seppur generico intervento di presentazione alla Camera. Sta facendo il furbo? E’ una domanda che corre, esplicitata nel solito tono duro da Di Pietro che si sta ritagliando il ruolo dell’oppositore aggressivo supportato dall’esterno del Palazzo da Grillo e Travaglio. Mi sento di dire che ha un’importanza relativa in quando se la volontà di dialogo serio con l’opposizione è un fatto concreto lo si vedrà in tempi rapidi sulle riforme e sulle prime misure su sicurezza ed economia, su snellimento delle procedure e politica estera. La campagna elettorale è finita e quindi occorre riconoscere che i programmi avevano molti punti di convergenza e se il governo farà seguire alle dichiarazioni la concertazione, molti provvedimenti potrebbero trovare il consenso di parte dell’opposizione. Le prime risposte di Fassino e Veltroni che sono intervenuti in aula mi pare abbiano giustamente aperto un credito al Governo come avviene nelle democrazie occidentali governate da destra o da sinistra. E’ bene ricordare che nella politica estera chi ha segnato sistematicamente differenze nei quindici anni precedenti è sempre stata quella parte di sinistra che oggi non è rappresentata in Parlamento appare quindi naturale che possa avvenire sulle missioni all’estero una convergenza ampia utile all’immagine del nostro Paese. Da questo si deduce che il PD rischia di essere oscurato da prime iniziative di buon senso del Governo che rischiano di farne traballare il progetto in vista delle elezioni europee, banco di prova importante per contare le singole forze politiche. Se questo è il rischio ben peggiore sarebbe la reazione isterica e di rivalsa tipica di una sinistra, sempre maestra di vita, che si oppone pregiudizialmente per segnalare la propria esistenza. La scorsa settimana ho partecipato ai Giardini Margherita nell’ambito della giornata della creatività giovanile, ad un interessante confronto tra studenti, purtroppo pochi, e esponenti diversi della istituzioni; lì, senza voler fare nomi, ho ritrovato questa brutta sensazione dei maestri della sinistra che pontificano sulle ceneri delle sconfitte. Forse nelle prossime puntate inizierò a parlare anche un po’ di Bologna….